MILANO — Per sbloccare l’impasse sui vertici Telecom scendono in campo Giovanni Bazoli e Cesare Geronzi. I presidenti di Intesa Sanpaolo e Mediobanca si sono incontrati ieri per discutere del dossier, senza riuscire tuttavia a trovare ancora una convergenza sui nomi dei manager a cui affidare il rilancio del gruppo telefonico. Almeno questo è quello filtra da ambienti vicini alle due banche, dove si fa notare che forse ci vorrà ancora qualche settimana prima di arrivare a una soluzione. Dunque, stando così le cose, oggi al consiglio d’amministrazione di Telecom Italia la svolta non ci sarà. Quello che è certo è che giorno dopo giorno, vuoi per i veti incrociati vuoi per la difficoltà a trovare un nome «di peso» che vada bene a tutti gli azionisti di Telco, la vicenda si è complicata.
Ora la decisione di Bazoli e Geronzi di prendere in mano la situazione lascia intravedere una via d’uscita all’impasse, anche se la soluzione non sembra ancora a portata di mano. I manager di Mediobanca e Intesa Sanpaolo, ai quali è stato affidato il negoziato, hanno tentato per più due settimane di trovare una quadratura, avvicinandosi sempre di più ma senza arrivarci. E negli ultimi giorni sul mercato si era diffusa l’impressione che solo l’intervento dei due presidenti avrebbe potuto dare una svolta alle trattative. Ed è quello che è avvenuto ieri. A quanto pare, però, il lungo faccia a faccia non è stato risolutivo anche se di certo darà una decisa accelerazione al confronto tra i soci di Telco.
Da quel poco che è filtrato sull’incontro, Bazoli e Geronzi avrebbero convenuto sulla necessità di fare presto e di trovare un manager esperto e autorevole a cui affidare la complessa macchina di Telecom, gradito a tutti i soci della cassaforte del gruppo telefonico. Avrebbero tracciato, insomma, un identikit. Fonti vicine ai due banchieri dicono che la ricerca adesso riparte da zero, ma sulla base di un profilo molto più chiaro del manager (o del team di manager) che dovrà assumere la guida del gruppo e che, soprattutto, dovrà delineare le nuove strategie confrontandosi con Cesar Alierta e Julio Linares, numero uno e due di Telefonica, quarta compagnia al mondo e primo azionista singolo di Telecom Italia, che stanno per entrare in consiglio.
Non sono comunque esclusi «ripescaggi». Vengono date infatti in crescita le quotazioni di Franco Bernabè, gradito a Intesa, sul quale però alcuni azionisti di Telco avevano posto un veto. Nei prossimi giorni potrebbe essere tentato un nuovo sondaggio sul nome del manager che ha guidato Telecom tra la fine del ‘98 e l’inizio del ‘99, prima della conquista di Roberto Colaninno. Sull’identikit tracciato ieri ripartirà comunque da oggi il confronto tra il presidente del consiglio di gestione di Mediobanca, Renato Pagliaro, e il responsabile «corporate » di Intesa, Gaetano Miccichè, allargato gli altri azionisti della cassaforte. La fumata bianca è attesa nell’arco di due settimane e saranno i consigli di Telco, Olimpia, Intesa e Mediobanca, competenti per le nomine, a definire la svolta che sarà poi completata con la convocazione di un consiglio straordinario di Telecom.
La decisione di proseguire la ricerca sembra intanto tagliare fuori l’attuale terna di vertice formata da Pasquale Pistorio, Carlo Buora e Riccardo Ruggiero, anche se le indiscrezioni non escludono che almeno uno dei tre possa essere riconfermato. Potrebbe essere il vicepresidente Buora, visto che per la presidenza il nome di Gabriele Galateri di Genola continua ad essere dato per sicuro e che per nominare un nuovo amministratore delegato va liberata la poltrona di Ruggiero. Sulla quale sembrava proiettato Gabriele Burgio, gradito a gran parte degli azionisti di Telco ma non ai soci francesi di Mediobanca che per la guida di Telecom vorrebbero un manager del settore.