Cellulari: Nokia si rafforza ancora

Un mercato nel quale i primi cinque player coprono l’81,6% del venduto. Questo è in sintesi estrema il mondo della telefonia cellulare, così come emerge dagli ultimi dati presentati da Gartner. Nel terzo trimestre dell’anno, le vendite di terminali hanno sfiorato i 289 milioni di pezzi, in crescita del 15% rispetto al pari periodo dell’anno precedente.
Una crescita che, secondo la società di analisi è guidata principalmente dalla domanda nell’area Asia/Pacifico, Europa Orientale, Medio Oriente e Africa
.
L’analisi delle performance dei singoli fornitori, vede al primo posto
sempre più salda Nokia, che con 110,1 milioni di unità porta la propria share dal 35,1 al 38,1%.

Decisamente più debole Motorola, che con 37,7 milioni di pezzi scivola in terza posizione e porta il proprio share dal 20,7 al 13,1%. Sono oltre sette punti, che vengono recuperati da Nokia, in primis, e poi dagli altri produttori, che si spartiscono in misura più equa le quote.

Ne approfitta, soprattutto, Samsung, che guadagna la seconda posizione con 41,7 milioni di pezzi, pari al 14,5% del mercato.
In quarta posizione Sony Ericsson, con 25,3 milioni di pezzi, seguita da LG con 20,5 milioni di unità vendute. La pletora degli “others” si aggiudica 53,3 milioni di dispositivi, mantenendo invariato il loro peso specifico nel comparto.

Per quanto riguarda l’Europa Occidentale, Gartner parla di 47,2 milioni di unità venduti, con una crescita del 14,9% rispetto all’anno precedente. Una buona performance che, a dispetto dello scarso numero di nuovi modelli lanciati nel periodo, testimonia la buona salute del mercato di sostituzione.

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Agcom al quinto posto nella Ue

ROMA
L’Autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni si conferma nel gruppo di testa delle Autorità europee più efficaci nella promozione delle dinamiche concorrenziali e
degli investimenti nel settore delle Tlc, posizionandosi al quinto posto nella Ue dopo Regno Unito, Olanda, Danimarca, e Francia.

E’ quanto risulta dal rapporto annuale dell’Ecta (European Competitive Telecommunications Association), l’associazione rappresentativa dei principali operatori alternativi di rete fissa europei, che valuta l’attività delle Autorità di regolazione e l’adeguatezza dei contesti legislativi ed istituzionali di un numero sempre più ampio di paesi europei.

«Non posso che esprimere la mia soddisfazione - commenta in una nota il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò - per l’analisi, come al solito puntuale, dell’Ecta, che conferma l’efficacia del nostro operato nella promozione della liberalizzazione del mercato delle Tlc» e nella promozione della concorrenza «in un settore strategico ed in continua evoluzione».

Tra i punti di forza dell’azione regolatoria dell’Autorità italiana, il rapporto sottolinea il modello istituzionale adottato nella regolamentazione del settore delle tlc, le cui caratteristiche di indipendenza e trasparenza danno ampie garanzie di efficacia, in un contesto europeo in cui proprio il problema della indipendenza e della inadeguatezza delle Autorità nazionali ha frenato lo sviluppo della concorrenza.

Nel rapporto si sottolinea poi la promozione delle dinamiche di sviluppo delle nuove tecnologie di rete (next generation networks) e delle condizioni per assicurare una effettiva parità di trattamento tra operatori.

+ Tlc Ue: governi avversi ai poteri di Bruxelles

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Vertice Bazoli-Geronzi, prove d’accordo

MILANO — Per sbloccare l’impasse sui vertici Telecom scendono in campo Giovanni Bazoli e Cesare Geronzi. I presidenti di Intesa Sanpaolo e Mediobanca si sono incontrati ieri per discutere del dossier, senza riuscire tuttavia a trovare ancora una convergenza sui nomi dei manager a cui affidare il rilancio del gruppo telefonico. Almeno questo è quello filtra da ambienti vicini alle due banche, dove si fa notare che forse ci vorrà ancora qualche settimana prima di arrivare a una soluzione. Dunque, stando così le cose, oggi al consiglio d’amministrazione di Telecom Italia la svolta non ci sarà. Quello che è certo è che giorno dopo giorno, vuoi per i veti incrociati vuoi per la difficoltà a trovare un nome «di peso» che vada bene a tutti gli azionisti di Telco, la vicenda si è complicata.

Ora la decisione di Bazoli e Geronzi di prendere in mano la situazione lascia intravedere una via d’uscita all’impasse, anche se la soluzione non sembra ancora a portata di mano. I manager di Mediobanca e Intesa Sanpaolo, ai quali è stato affidato il negoziato, hanno tentato per più due settimane di trovare una quadratura, avvicinandosi sempre di più ma senza arrivarci. E negli ultimi giorni sul mercato si era diffusa l’impressione che solo l’intervento dei due presidenti avrebbe potuto dare una svolta alle trattative. Ed è quello che è avvenuto ieri. A quanto pare, però, il lungo faccia a faccia non è stato risolutivo anche se di certo darà una decisa accelerazione al confronto tra i soci di Telco.

Da quel poco che è filtrato sull’incontro, Bazoli e Geronzi avrebbero convenuto sulla necessità di fare presto e di trovare un manager esperto e autorevole a cui affidare la complessa macchina di Telecom, gradito a tutti i soci della cassaforte del gruppo telefonico. Avrebbero tracciato, insomma, un identikit. Fonti vicine ai due banchieri dicono che la ricerca adesso riparte da zero, ma sulla base di un profilo molto più chiaro del manager (o del team di manager) che dovrà assumere la guida del gruppo e che, soprattutto, dovrà delineare le nuove strategie confrontandosi con Cesar Alierta e Julio Linares, numero uno e due di Telefonica, quarta compagnia al mondo e primo azionista singolo di Telecom Italia, che stanno per entrare in consiglio.

Non sono comunque esclusi «ripescaggi». Vengono date infatti in crescita le quotazioni di Franco Bernabè, gradito a Intesa, sul quale però alcuni azionisti di Telco avevano posto un veto. Nei prossimi giorni potrebbe essere tentato un nuovo sondaggio sul nome del manager che ha guidato Telecom tra la fine del ‘98 e l’inizio del ‘99, prima della conquista di Roberto Colaninno. Sull’identikit tracciato ieri ripartirà comunque da oggi il confronto tra il presidente del consiglio di gestione di Mediobanca, Renato Pagliaro, e il responsabile «corporate » di Intesa, Gaetano Miccichè, allargato gli altri azionisti della cassaforte. La fumata bianca è attesa nell’arco di due settimane e saranno i consigli di Telco, Olimpia, Intesa e Mediobanca, competenti per le nomine, a definire la svolta che sarà poi completata con la convocazione di un consiglio straordinario di Telecom.

La decisione di proseguire la ricerca sembra intanto tagliare fuori l’attuale terna di vertice formata da Pasquale Pistorio, Carlo Buora e Riccardo Ruggiero, anche se le indiscrezioni non escludono che almeno uno dei tre possa essere riconfermato. Potrebbe essere il vicepresidente Buora, visto che per la presidenza il nome di Gabriele Galateri di Genola continua ad essere dato per sicuro e che per nominare un nuovo amministratore delegato va liberata la poltrona di Ruggiero. Sulla quale sembrava proiettato Gabriele Burgio, gradito a gran parte degli azionisti di Telco ma non ai soci francesi di Mediobanca che per la guida di Telecom vorrebbero un manager del settore.

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Forze armate, Rai e magistrati: governo in retromarcia sui tagli

La crescita economica più bassa dell’area euro nel 2008 e una gestione poco rigorosa dei conti pubblici. La fotografia dell’Italia scatta dalla Commissione Ue nelle previsioni d’autunno non è incoraggiante.
Secondo i tecnici di Bruxelles, l’incremento annuale del pil l’anno p
rossimo si fermerà all’1,4% (inferiore all’1,5% previsto dal governo e all’1,7% stimato dalla Commissione ad aprile) per riprendersi leggermente all’1,6% nel 2009. Confermata la crescita dell’1,9% attesa per quest’anno, ma con un avvertimento. Il prodotto interno lordo, spiegano a Bruxelles, avanza per effetto dei consumi interni, mentre le esportazioni, sebbene in progresso in valore assoluto, mostrano una sofferenza in termini di volumi evidenziando «significative perdite di quote di mercato nel settore dei servizi, turismo incluso».
Se sul fronte pil l’It
alia nel 2008 potrà vantarsi di aver battuto la Danimarca (+1,3% la stima ma a Copenaghen non si usa l’euro, ndr), è il deficit a rappresentare un altro problema. Gli esperti dell’esecutivo comunitario prevedono che il disavanzo in rapporto al pil si attesti al 2,3% tanto quest’anno quanto nel 2008 e nel 2009. Il dato è in linea con le previsioni contenute nella Nota di aggiornamento al Dpef (2,4% nel 2007, 2,2% al 200 8) ma smentisce l’ottimismo per il 2009, anno per il quale si prevedeva un calo del deficit/pil all’1,9 per cento. Nella bozza della Finanziaria, spiega la Commissione, «mancano misure convincenti volte a contenere l’aumento della spesa».
L’aumento del rapporto entrate fiscali/pil è legato per la maggior parte al trasferimento del Tfr all’Inps e anche all’allargamento della base imponibile nonché al maggior prelievo sulle imprese. Ma le leggi di spesa (decreto «tesoretto» e collegato alla Finanziaria) hanno pesato per lo 0,9% del pil.
Bisogna inoltre considerare che gli aumenti concessi agli statali assorbono i tre quarti della nuova spesa e restano da finanziare sgravi fiscali a famiglie e imprese. Si tratta di un equilibrio fragile che può deteriorarsi.

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Pirelli: dividendo straordinario da 0,154 euro su cessione Olimpia

(Teleborsa) - Roma, 9 nov - Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli, nell’ambito delle strategie relative alla destinazione dei proventi derivanti dalla cessione della partecipazione in Olimpia, ha deciso di sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Straordinaria degli Azionisti (11 e 12 dicembre 2007 rispettivamente in prima e seconda convocazione) e dell’Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio (12,13 e 14 dicembre 2007 rispettivamente in prima, seconda e terza convocazione) di Pirelli & C. SpA una riduzione del capitale sociale di circa 1.235 milioni di euro, e quindi dagli attuali 2.791.311.344,64 euro a 1.556.692.865,28 euro, mediante riduzione del valore nominale unitario delle azioni ordinarie e delle azioni di risparmio, che passerà dagli attuali 0,52 euro a 0,29 euro. Lo si legge in una nota.
La riduzione è volta a consentire il rimborso agli azionisti di parte delle risorse finanziarie ottenute grazie alla cessione della partecipazione in Olimpia SpA, attraverso la distribuzione di un “dividendo straordinario” di 0,154 euro per azione (per un totale di circa 827 milioni di euro), nonché a ottimizzare la struttura patrimoniale
della società, mediante destinazione a riserva di circa 408 milioni di euro. Tale riserva potrà anche servire in futuro, ove opportuno, per l’esecuzione di eventuali piani di riacquisto di azioni proprie (buyback).
Quanto alle implicazioni fiscali, l’operazione proposta, realizzando un rimborso di capitale, è esente sia per la Società che per l’azionista beneficiario della distribuzione. È presumibile che il “dividendo straordinario” venga posto in pagamento a partire dalla metà di marzo. Il Consiglio, infine, ha dato mandato al presidente di avviare i contatti con Speed SpA per valutare l’eventuale riacquisto del 38,9% di Pirelli Tyre SpA.

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Adusbef, boom dei pignoramenti tra il 2006 e il 2007 +23%

<B>Adusbef, boom dei pignoramenti<br>tra il 2006 e il 2007 +23%</B>
ROMA - Tra il 2006 e il 2007 la crescita dei pignoramenti è stata in media del 23%. Ne dà notizia l’Adusbef, in base a una rilevazione che si basa sul monitoraggio dei principali tribunali italiani. L’incremento è stato superiore al 20% nelle principali città italiane, a cominciare da Roma e Milano, con aumenti che sfiorano il 29% in centri come Napoli e Venezia e un picco del 41% a L’Aquila.

Le procedure immobiliari o pignoramenti sono pari, secondo le stime Adusbef, al 3,5% del totale dei mutui, corrispondente, in valori assoluti, a circa 120 mila casi su 3,5 milioni di mutui erogati. Anche le città che mostrano gli aumenti più contenuti, e cioè Rovigo, Mantova e Padova, si avvicinano comunque al 20%.

Qualche giorno fa davanti alla sede dell’Abi si è svolta una manifestazione di protesta dell’Asia RdB e ad attivisti del Blocco precario metropolitano, contro l’aumento indiscriminato delle rate dei mutui. Sul rapporto tra l’aumento vertiginoso dei tassi d’interesse, il sovraindebitamento delle famiglie e l’usura il ministero dell’Interno ha indetto per giovedì prossimo, il 15 novembre, una giornata di riflessione e di studio.

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